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Categoria: Conosciamoli meglio : DIRIGENTI e COLLABORATORI
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Scritto da albino bortoletto
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Umberto “Berto” (Lorenzon) : Collaboratore e Responsabile della struttura sportiva di Casier.

Inizia a giocare al Condor Treviso. Passa poi al Sant’Antonino dove incontra Antonio Pin, “Toni” per noi, che gioca ed allena contemporaneamente. Nella stagione 1977/1978, lo “acquista” dal Sant’Antonino, come portiere di riserva per la Prima squadra, lo scomparso Gianni Volentiera, Presidente della locale società sportiva di Casier. E’ Umberto Lorenzon, per tutti solamente “Berto”. Dalla struttura sportiva di Casier non si muoverà più, nemmeno quando Casier e Dosson si uniscono dando vita alla nuova Società. Trentacinque anni dunque di ininterrotta attività. Dapprima come giocatore, anche se per poco tempo essendo di riserva, poi come allenatore, una breve esperienza per la verità, ma molto di più come aiutante ed accompagnatore della Prima squadra del Casier, precedente alla fusione. Nel 1995 per motivi di salute Egidio Cason lascia la responsabilità del campo, che viene raccolta al completo da Berto. Piccolino di statura ed “invisibile” di corporatura chissà come avrà fatto a diventare portiere e, come sostengono voci ben informate, anche discretamente bravo! Oltre che per la propria professione trova molto tempo da dedicare anche al campo e alla sua passione, sicuramente utile a tenerlo sempre così in forma: la bicicletta. Per ben quindici anni corre in mountain byke con un gruppo amatoriale, poi lascia, ma continua a farne uso personale. E’ talmente appassionato al calcio che talvolta rinuncia anche allo svago, parola della moglie Annalisa, pur di essere presente in occasione delle gare nel “suo”, perché così viene spontaneo pensarlo, campo di Casier. Intabarrato, d’inverno, nella giacca a vento lunga del Casier Dosson, sale sulla panchina addossata al muro degli spogliatoi, per non raffreddarsi i piedi e per osservare meglio la partita sulla quale esprime di volta in volta la sua appropriata opinione in merito al gioco. Non accetta alcun incarico dirigenziale, ma preferisce lavorare in incognito, cosa che non gli riesce affatto. Nonostante la sua presenza “discreta” viene conosciuto da tutti per la sua costante disponibilità là dove c’è bisogno. Accetta di adeguarsi alle abitudini degli atleti che provengono da Dosson per quanto riguarda il rispetto della pulizia negli spogliatoi perché, di suo, sarebbe un po’ più esigente in merito. Non manca però il rispetto e ne è contento. Ultimamente, a causa della presenza di qualche doloretto, l’aiuta il fratello Claudio. Vuole finalmente tenersi liberi qualche sabato e qualche domenica da godersi con Annalisa, neopensionata. Lo si conosce come un “buono”. E’ sicuramente un personaggio “storico” nella vita della Società sportiva. Averne dei “Berto”!!!