Silvano (Colusso)
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- Categoria: Conosciamoli meglio : DIRIGENTI e COLLABORATORI
- Scritto da albino bortoletto
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Muove i primi passi da calciatore presso il settore giovanile del Pro Villorba. A 14 anni approda al Treviso Calcio, richiesto dall'indimenticabile allenatore Piero Bortoletto. Con lui, suo primo allenatore, nel '68 vince l'unico Campionato Italiano Juniores, conquistato dal Treviso, giocando al Flaminio di Roma la finale contro il Giulianova. Lo stesso anno arriva, ad allenare la prima squadra del Treviso, il "mitico" Radice che lo vuole subito nella prima squadra, dopo averlo visto giocare in precampionato.
Quell'anno partecipa a ben 19 partite. Rimane 3 anni al Treviso e nel '71 viene trasferito al Modena (Serie B) dove resta tre stagioni. Ritorna al Treviso (Serie D) con l'allenatore Giacomini e vince il Campionato salendo in Serie C1. La permanenza al Treviso dura fino all'82 e lì è l'atleta che ha disputato più partite in assoluto, ben 350. Per 7 anni indossa la fascia di capitano. Nell'82 passa al Venezia dove vince un Campionato salendo dalla Serie D alla Serie C1. Termina la sua carriera calcistica al Conegliano, dove trascorre l'ultimo anno alternando i ruoli di giocatore e di allenatore. Dopo una breve parentesi al Belluno, allena a San Polo, Jesolo, Roncade, Porcellengo e Villorba.
Eccolo ritornare finalmente, perché il cuore è rimasto lì, al Treviso dapprima per allenare i Pulcini e nei successivi 5 anni per rivestire il ruolo di Responsabile Tecnico del settore giovanile. Ha giocato un po' in tutti i ruoli, ma quello che gli veniva più naturale era di centrocampista. Infatti per molti anni ha indossato la maglia n° 10, sogno di molti ragazzi. Giocava in compagnia di Zambianchi e di Bernardi che molti tifosi, più in età, ricordano benissimo.
Nel corso della sua carriera, ha incontrato allenatori molto importanti, due già nominati, dai quali ha cercato di apprendere tutto il possibile di positivo che c'era in ciascuno di loro. "Anche se" - aggiunge - "è chiaro che rimane integro il mio carattere. Per il ruolo che rivesto ora nel Casier Dosson è importante che io abbia avuto dei buoni allenatori e che abbia giocato a calcio. Avendo "vissuto" il campo, capisco meglio i giocatori e le difficoltà che provano sul terreno di gioco. Ho preferito scegliere di lavorare con i giovani perché ti danno grosse soddisfazioni. Con loro, il risultato del tuo lavoro, lo vedi subito, soprattutto con i più piccoli. Sono come spugne, assorbono tantissimo ed in breve tempo cambiano incredibilmente forma. Per questo non ci si deve mai fare un'idea definitiva dei ragazzi. Infatti ne ho visti tanti, che sembravano insignificanti dal punto di vista tecnico, sorpassare altri che, nello stesso periodo, erano ritenuti campioni nati".
Un esempio che ci tocca da vicino è Poli. Ha giocato con il Casier Dosson fino a 12 anni. Pochi avrebbero scommesso su di lui, a causa del suo modo di correre, ed ora milita in Serie A.
"Nulla deve essere dato mai per scontato con i giovani!" - riprende a dire Silvano - "E' bellissimo giocare con loro perché sono sinceri, leali, non posseggono ancora malizia ed apprendono tantissimo. Suggerisco sempre ai miei allenatori di ricambiarli con la stessa sinserità e lealtà. Li invito inoltre a non insegnare la malizia che i ragazzi apprenderanno, non c'è dubbio, più avanti con l'esperienza, ma di dare tutto di sè stessi, delle proprie conoscenze tecniche in termini positivi".
Da tre anni è al Casier Dosson ed è impegnato a migliorare la filosofia della Società che mira innanzitutto a "giocare" a calcio, a non guardare ai risultati, a far crescere i ragazzi in termini educativi. "Queste sono le basi della nostra filosofia sportiva." - sostiene Silvano - "Cerchiamo di far giocare tutti i ragazzi, dai Pulcini agli Allievi, con la medesima determinazione senza lasciare qualcuno per terra, cercando di curare il gioco e insegnando ai ragazzi la tecnica, tanta tecnica. Vogliamo che tecnicamente imparino il massimo di quello che possono ricevere".
Tra i suoi progetti fino alla fine della stagione, ci sono : la seconda edizione del torneo "Esordienti di Marca", riservato agli esordienti a 9 del 2000; ripetere la stupenda esperienza dello scorso anno con il "camp 2012"; tornei per tutte le squadre, nei quali confrontarsi con Società migliori per arrivare un giorno alla loro altezza; la partecipazione al Torneo della "Marca Trevigiana" con gli Juniores ed Allievi Regionali.
"Nei tornei" - ricorda Silvano - " diamo la facoltà ai nostri giovani di mettersi in mostra. Numerose Società professionistiche, in queste occasioni, "scrutano" con i loro esperti eventuali campioni. Già ora alcuni nostri atleti sono oggetto di attenzione da parte di Società professionistiche tutte le domeniche".
Nella Società del Casier Dosson ha il compito di curare gli allenatori, di dare loro le direttive da seguire; di fare da filtro tra allenatori e società, tra allenatori e genitori e tra genitori e società. "Un compito importante" - sostiene Silvano - " è far capire ai genitori, che credono di fare il bene dei loro ragazzi consigliandoli sul calcio, che è meglio lasciarlo fare ai Mister, che di calcio se ne intendono ed ai quali viene chiesto di dare il massimo ai propri ragazzi per diventare giocatori di calcio, se ne hanno le capacità".
Che qualcosa sia cambiato in questi tre anni, lo si percepisce in Società, tra i Genitori e tra gli Atleti perché per lo meno non si verificano più situazioni critiche ed imbarazzanti né in tribuna né in altre situazioni.
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