Un modello di settore giovanile
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- Categoria: Angolo Tecnico (Luca Nardo)
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Un modello di settore giovanile
Insegnare ed educare è più importante di vincere
MODELLO DIDATTICO E METODOLOGICO
nel calcio giovanile è necessario porsi queste tre macro questioni:
quale pianificazione?
quale programmazione?
quali obiettivi?
1) Le risorse
Risorse strutturali (campi, palestrina, sala medica con sala fisioterapeutica, sala riunioni, ecc.). Consideriamo l'ampia articolazione del nostro settore giovanile, esso è così strutturato:
una scuola calcio con 350-380 iscritti, un settore di attività di base, pre-agonistico e un settore agonistico, il tutto fa sì che la società per la stagione 2011/2012 ha iscritto ai vari campionati la bellezza di 24 squadre.
La necessità di assicurare agli atleti il massimo utilizzo delle risorse del centro ha generato una sorta d'ordinamento e dei criteri generali cui attenersi:
a) articolazione dei giorni e degli orari degli allenamenti, in modo da rendere massimo l'impiego giornaliero delle strutture;
b) in caso d'insufficiente disponibilità delle strutture, concedere la precedenza alle squadre più importanti (regionali);
c) cercare, nei limiti del possibile, di assicurare a tutti l’utilizzo delle stesse risorse anche se in maniera ridotta.
2) Formazioni delle squadre
Riportiamo qui di seguito alcuni elementi da tenere in considerazione per la formazione delle squadre:
nella Scuola Calcio si formano dei gruppi di lavoro secondo:
a) età degli allievi;
b) capacità degli allievi (Per capacità s'intendono quelle: coordinative, condizionali, tecniche, psichiche, fisiche, caratteriali e comportamentali).
- inizio stagione si suddividono i bambini\ ragazzi per gruppi omogenei, mediante una valutazione tra tecnici e responsabili. Questo permette di creare un'omogeneità dei livelli di apprendimento nei gruppi, facendo crescere i bambini in modo graduale e mettendo gli stessi allievi a loro agio.
Nella seconda fase della stagione i gruppi che si formano possono essere nuovamente verificati e riorganizzati in modo da garantire la costante omogeneità dei contesti lavorativi (gruppi aperti). A questo proposito è importante gestire con abilità le dinamiche che ne potrebbero scaturire, vale a dire: comportamento nel gruppo, traumi psicologici dovuti ai processi di socializzazione e quant'altro.
Per la fascia Pre-Agonistica: Esordienti ultimo anno; Giovanissimi provinciali; creazione di più gruppi della stessa fascia d'età, con i criteri precedentemente espressi. Dar modo agli allievi di completare la loro fase evolutiva per essere valutati dalla società senza riserve ed errori.
Per l'Agonistica: Giovanissimi Regionali, Allievi Regionali, Allievi provinciali, Juniores Regionali.
Valutazione, da parte della società, di chi è idoneo al giuoco del calcio, in tutte le sue componenti: tecniche, tattiche, condizionali, caratteriali, ecc.
Criteri per l'assegnazione dei (Istruttori - allenatori) alle squadre (pianificazione)
- Questo ruolo, sempre più ricco d'oneri che d'onori, è di fondamentale importanza per la crescita psico-fisica del giovane calciatore. Negli ultimi tempi è notevolmente aumentata la consapevolezza della funzione educativa dello sport e questo comporta la maggiore necessità di persone altamente qualificate, sia dal punto di vista tecnico che da quello psico-pedagogico, da inserire nell'organico societario.
La responsabilità degli allenatori, dunque, non si ferma al solo risultato sportivo. Per questo motivo l'A.C Casier-Dosson sta cercando, attraverso un accurato studio, di individuare quali possono essere le caratteristiche principali che deve possedere un valido allenatore di settore giovanile.
Apprezziamole …….
Educatore - Saper educare attraverso lo sport significa: saper utilizzare lo sport come strumento per raggiungere alcuni obiettivi (miglioramento della prestazione calcistica, allontanamento dai malesseri generazionali causati dalla troppa sedentarietà, formare il futuro cittadino tramite l'educazione al Fair Play). Nasce spontanea la considerazione che prima di poter trasmettere tali nozioni un allenatore deve possederle nel suo bagaglio culturale.
Dimostratore - Altra caratteristica fondamentale è quella di poter fare affidamento su un vissuto d'esperienze calcistiche utile a capire e risolvere problemi legati a tutta la sfera che circonda il giovane calciatore. La capacità di illustrare e spiegare un gesto tecnico con estrema semplicità e chiarezza, oltre ad essere importante per l'apprendimento imitativo dell'allievo, accresce l'autorevolezza dello stesso allenatore.
Pedagogo e psicologo - Conoscere la pedagogia e la psicologia aiuta spesso a trovare le giuste chiavi per entrare nelle complesse personalità dei giovani di questa età. Valorizzare gli interventi degli allievi durante mini riunioni nello spogliatoio è fondamentale per far sentire tutti, bravi e meno bravi, parte del gruppo e utili alla causa della squadra.
Insegnante - Deve saper trasmettere le proprie conoscenze facilitando l'apprendimento di tutti gli allievi attraverso l'utilizzo di metodologie chiare che tengano sempre in considerazione le variabili dell'apprendimento stesso. L'insegnante deve essere un attento osservatore, dentro e fuori del campo. Inoltre non deve mai smettere di aggiornarsi, mettendosi periodicamente in discussione mediante costruttive autocritiche.
Forte personalità - Deve possedere una personalità autorevole, tale che i ragazzi riconoscano in lui una guida capace di accompagnarli nei loro miglioramenti quotidiani sia dal punto di vista tecnico che comportamentale.
Nella ricerca dei tecnici, un capitolo a parte merita l'assegnazione degli stessi alla Scuola Calcio.
I bambini che vanno dai cinque agli otto anni devono lavorare con Istruttori diplomati ISEF . Dai nove anni ai dodici anni dovrebbero essere utilizzati istruttori che hanno svolto il corso di "Istruttori giovani calciatori" o meglio ancora, corsi di "Allenatori di Base".
Venendo a mancare queste figure, si può ricorrere alla presenza di allenatori di base o istruttori di giovani calciatori solo dopo colloquio, per evidenziarne le conoscenze della materia grazie a dei pre-requisiti di base.
Mi permetto di elencare alcuni tratti della personalità di un istruttore positivo: fiducia in se stesso, mentalità elastica, disponibilità verso gli altri, leadership, buon livello culturale, profonda conoscenza di se stesso, buone capacità comunicative, buona intelligenza emotiva, curiosità verso il nuovo.
programmazione
Il modello CASIER-DOSSON prevede l'instaurarsi di un clima di collaborazione tra i tecnici e responsabili. In questo modo, tra l'altro, è possibile migliorare il lavoro interdisciplinare consentendo l‘interconnessione dei saperi delle diverse persone e favorire, in tal modo, l'apprendimento.
Le metodologie da impiegare, i contenuti, i tempi di apprendimento, i metodi di verifica, i criteri di valutazione saranno oggetto di discussione nelle riunioni mensili. Nelle stesse riunioni sarà affrontato il lavoro della programmazione.
Si propone il seguente itinerario operativo:
PRIMA FASE (mese di settembre)
Riunione con gli istruttori per l'analisi dei mezzi e per individuare gli obiettivi del settore giovanile tenendo conto dell'ambiente in cui si opera. Il gruppo d'istruttori si articolerà quindi in sottogruppi, ciascuno dei quali affronterà e valutera il lavoro di programmazione (affrontate con i responsabili) delle singole squadre.
Al termine di questa fase ogni tecnico dovrà produrre un giudizio (scritto o verbale) in cui siano indicate, in linea di massima, per ogni squadra:
a) le scelte educative-formative, gli obiettivi generali e specifici;
b) la suddivisione del programma in moduli con l'indicazione dei contenuti e la suddivisione in unità didattiche. ( considerazioni sul materiale consegnato )
c) definire un'articolazione operativa chiaro prendendo in considerazione sempre la “filosofia della società” indicati:
1) obiettivi;
2) i contenuti;
3) i prerequisiti;
4) i mezzi e le risorse da predisporre;
5) la metodologia da impiegare;
6) una suddivisione temporale di presentazione degli argomenti con l'indicazione del tempo previsto;
7) il tipo di verifica da impiegare con l'indicazione del tempo richiesto.
Obiettivi della Società
Uno dei più importanti argomenti in una società calcistica è l'elaborazione di un progetto altamente professionale, per un rapido sviluppo dei seguenti punti:
- favorire lo sviluppo del calcio giovanile al suo interno; (sociale e specifico)
- stabilire la metodologia per la formazione degli allenatori;
- favorire lo scambio di esperienze e di conoscenze tra gli allenatori;
- stabilire una didattica e una metodologia di lavoro che accomuni tutto il settore giovanile.
Formazione del calciatore
- Formare il calciatore per la prima squadra;
- formare il calciatore per le squadre regionali (obiettivo a medio - lungo termine);
- riguardo l'aspetto Fisico - Atletico, si privilegiano i giocatori con prospettive calcistiche;
- riguardo l'aspetto Tecnico, si programma l'insegnamento della Tecnica calcistica in tutte le sue componenti tecniche;
- riguardo l'aspetto tattico, il gioco di squadra deve esaltare l'espressione del gesto tecnico;
- formazione aperta (turn over), intercambiabilità dei ruoli.
- Ricerca dei criteri di gioco, in ambito giovanile
- Bisogna essere orientati alla formazione del calciatore, mediante i seguenti presupposti:
- - cultura del possesso di palla finalizzato;
- tutti i giocatori toccano spesso la palla in situazione di gara;
- ricerca del gioco in ogni zona del campo;
- i difensori costruiscono il gioco;
- la manovra viene preparata dal basso anche attraverso la circolazione della palla;
- cambiare fronte di gioco con frequenza;
- i centrocampisti si propongono per ricevere la palla dai difensori per poi leggere il gioco e mettere in azione gli attaccanti;
- gli attaccanti si smarcano anche venendo in appoggio ai centrocampisti per far giocare la squadra.
Tre figure di alto livello
- Nel nostro settore giovanile sono inserite tre figure di grande spessore:
a) il preparatore coordinativo; b) il maestro di Tecnica; c) la psicologa
Il preparatore coordinativo ha il compito di sviluppare e recuperare le abilità coordinative degli allievi, inserendo nelle unità didattiche (sedute d'allenamento) una parte specifica dedicata allo sviluppo dello schema corporeo e motorio di base. Questa figura professionale ha il compito di programmare annualmente un lavoro specifico per lo sviluppo coordinativo e motorio, per le varie fasce d'età. Questo lavoro va inserito all'inizio dell'attività (seduta d'allenamento).
Il maestro di Tecnica ha il compito di sviluppare la componente tecnica: tecnica individuale, tecnica applicata senza avversario, tecnica applicata con avversario, tecnica in velocità, tecnica applicata nelle situazioni di gioco, ecc.
la psicologa ha il compito di realizzare la formazione psico-emotiva (dei nostri tecnici e uomini di società), orientata allo sviluppo di competenze umane quali la comunicazione.
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