la ricerca del possesso palla…..3° parte


Considerazioni generali
Nei tiri da posizione decentrata, da media e lunga distanza, sarà opportuno che l’attaccante cerchi il secondo palo, cosicché, se la palla finisse fuori dallo specchio della porta, il tiro potrebbe diventare un passaggio per un compagno che arrivi esternamente da dietro. Quindi, da sinistra l’attaccante calcerà col collo del piede sinistro e da destra, col collo del piede destro.
Se l’attaccante dovesse convergere al centro da destra verso sinistra calcerà di sinistro e, viceversa, se dovesse muoversi da sinistra verso destra, calcerà col piede destro, anche nell’eventualità di anticipare l’intervento del difensore.
Sui calci di punizione diretti nella zona calda, per scavalcare la barriera e indirizzare la palla in porta lontano dalla portata del portiere, l’attaccante calcerà col piede sinistro da destra, e viceversa col piede destro da sinistra.
Da breve distanza, l’attaccante potrebbe cercare anche il primo palo: calciando forte sotto la traversa, se il portiere non dovesse rimanere in piedi, potrebbe essere anche goal. E data la minor distanza dal primo palo, con una rapida escursione ed oscillazione, l’attaccante potrebbe comunque anticipare l’intervento dell’estremo difensore.
Il tiro in porta può essere effettuato anche di testa. Su cross da fondo campo, sarà opportuno che l’attaccante non si faccia attrarre troppo dalla palla: il trovarsi troppo in anticipo all’appuntamento con essa lo potrebbe costringere a colpire di testa indietreggiando. Il comportamento ideale sarebbe quello di andare in corsa sulla palla partendo da dietro, con i conseguenti vantaggi:
- poter saltare più in alto; imprimere più potenza nel colpo di testa;- un più ampio controllo visivo con la conseguente possibilità di indirizzare meglio la palla
- poter andare in anticipo per una deviazione in porta”


A)
Possesso indiretto

- Lo smarcamento
“Questo primo elemento di tattica individuale è un fondamentale supporto per l’economia del gioco collettivo in fase offensiva.
Calcisticamente parlando lo smarcamento è sinonimo di mobilità, uno dei “principi generali” della tattica e concetto fondamentale per lo sviluppo del gioco.
Per il portatore di palla la staticità dei propri compagni è un aspetto estremamente deleterio; solo attraverso il movimento senza palla è possibile offrirgli più alternative di passaggio, più soluzioni di gioco, in modo da creare, nel contesto di un necessario equilibrio tattico, una inscindibile sequenza di sviluppi inderogabili:
- sostegno al portatore di palla
- conseguimento della superiorità numerica
- mantenimento del possesso palla

Cos’è lo smarcamento?
In sintesi, è quel comportamento che consente al calciatore di escludere la marcatura dell’avversario andando a ricevere palla nello spazio.
Ma è altresì vero che grazie a questo movimento il calciatore potrà indurre il proprio marcatore a seguirlo, con la conseguente creazione di spazio, essenziale per imprevedibili inserimenti atti ad acquisire ampiezza e profondità.
In talune situazioni, è possibile inoltre che il calciatore si muova verso uno spazio già occupato da un compagno che, a sua volta, sarà costretto a liberare quella determinata zona con un altro movimento, per cui il movimento di un calciatore diventerà un “moltiplicatore di movimenti”.

Quando si effettua lo smarcamento?
E’ inevitabile che nello sviluppo di certe situazioni di gioco, il fattore tempo sia di fondamentale importanza.
A tal proposito, come regola generale, si può asserire che lo smarcamento viene effettuato dal calciatore, nel momento in cui si rende conto che il compagno in possesso di palla è realmente in condizione di poterla trasmettere.
In certe situazioni, soprattutto in fase di finalizzazione, può capitare di anticipare il movimento di smarcamento, confidando anche su particolari capacità tecniche del compagno, prima ancora che questi riceva palla, facendo però attenzione a non finire in fuorigioco.
In certe situazioni, è possibile effettuare uno smarcamento quando, pur non essendoci i presupposti per ricevere, si cerca col movimento senza palla la possibilità di creare comunque una nuova situazione.
Dove effettuare lo smarcamento?
Nella cosiddetta “zona luce”, cioè in uno spazio di campo libero entro cui il calciatore possa essere visto dal compagno e dove sia in grado di controllare la palla senza che il marcatore avversario abbia la possibilità di intercettarla.
E’ altresì importante che il possibile ricevitore tenga conto delle qualità tecniche del portatore di palla, smarcandosi in un determinato spazio, in modo tale da poter essere raggiunto dal passaggio più o meno facile del compagno. A tal proposito il fattore Spazio assume una importanza rilevante così come la capacità di orientamento, quella capacità, cioè, che consente al calciatore di sapersi muovere nello spazio in riferimento alla posizione della palla, dei compagni e degli avversari.
Nella situazione in cui l’attaccante non avesse possibilità di soluzioni valide sia in appoggio che in profondità, la corsa di smarcamento potrebbe essere effettuata anche verso una zona di campo dove non sia possibile ricevere palla, con la sola finalità di creare comunque spazio per eventuali inserimenti di qualche compagno.
Nella situazione in cui l’attaccante, muovendosi spalle alla porta, all’interno della zona calda, dovesse giocare la palla indietro ad un compagno, dovrebbe effettuare una corsa di smarcamento, nella direzione opposta del passaggio effettuato, in modo da vedere palla e porta.

Come effettuare lo smarcamento?
Principalmente con delle corse in diagonale,.
Il calciatore durante il movimento deve cercare di guardare la palla, predisponendo il proprio corpo in modo tale da averlo orientato nella direzione verso la quale intende proseguire l’azione. Tutto ciò renderà più semplice l’esecuzione del gesto tecnico che dovrà essere effettuato conseguentemente.
Un importante vantaggio di cui è possibile usufruire da una corsa in diagonale è senza dubbio la copertura della palla.
Il calciatore, al momento della ricezione, dovrà frapporre il proprio corpo tra avversario e palla e, controllandola con l’arto opposto, rispetto alla posizione dell’avversario, ridurrà il rischio di subire un possibile anticipo.
Inoltre, in fase di finalizzazione, muovendosi in diagonale e cercando di acquisire profondità verso la porta avversaria, oltre alla copertura della palla, il calciatore potrà beneficiare di un campo visivo completo: vedere palla e porta con il corpo orientato verso di essa. E’ senza dubbio una situazione ottimale per la finalizzazione. Tra l’altro, col movimento in diagonale, come già in precedenza è stato sottolineato, l’attaccante potrà creare spazio per possibili inserimenti e rapide verticalizzazioni; e ci sarà comunque un vantaggio, nel porre il difensore nell’incertezza di decidere se marcare l’avversario o coprire lo spazio.
Contro difese schierate a zona, non sempre le corse in diagonale potranno essere profonde a causa di pressing e fuorigioco; a tal proposito potranno essere utilizzate delle alternative individuali come:
- tagli – corsa orizzontale e taglio – movimenti a mezzaluna e taglio – corse in sovrapposizione.
A tal riguardo I TEMPI DI GIOCO saranno di fondamentale importanza! Sarà comunque facoltà del calciatore, in molte situazioni, abbinare al movimento di smarcamento una finta, una sorta di contromovimento, in modo tale da trarre in inganno il proprio avversario per potersi meglio liberare dalla marcatura. Il calciatore potrà così venire incontro per poi andare in profondità; potrà fingere l’ampiezza per poi trovare la profondità; potrà fingere la profondità per poi trovare ampiezza; potrà fingere la profondità per poi venire incontro.
In talune situazioni, su cross dalla fasce laterali, l’attaccante, in una frazione di secondo:
- potrà far finta di cercare il primo palo per poi staccarsi e prendere posizione nell’interspazio tra difensore e difensore, alle spalle del proprio marcatore, o, viceversa.
- potrà fingere di staccarsi per poi cercare l’anticipo, cercando di prendere l’avversario in controtempo
2) – Il contromovimento
E’ il movimento d’inganno che un giocatore deve compiere per eludere la marcatura di un avversario.
Consiste nell’eseguire prima un movimento d’inganno (lungo – corto) per poi fare il contrario; questo permette a colui che deve ricevere la palla di guadagnare dello spazio rispetto a chi in quel momento lo sta marcando.
Il contromovimento deve essere eseguito nei tempi adeguati, in modo di trarre vantaggio dello spazio ottenuto.
E’ un movimento che si può attuare in tutte le zone del campo, per la ricerca dello spazio libero,
e nei più svariati modi:
· Lungo – corto, per palla incontro
· Corto – lungo, per palla in profondità
· Dentro – fuori, per palla esterna
· Fuori – dentro, per palla interna per tagli.

Il contromovimento ha la sua efficacia migliore quando un attaccante, al limite dell’area, con il contro movimento (corto - lungo) elude la marcatura e il fuorigioco, e se, una volta ricevuta palla può andare facilmente alla conclusione in porta.


buon lavoro……Nardo Luca

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