la ricerca del possesso palla….1°parte
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- Categoria: Angolo Tecnico (Luca Nardo)
- Scritto da Luca Nardo
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la ricerca del possesso palla….. prima parte
POSSESSO PALLA E AZIONE INDIVIDUALE
Il possesso palla è un fattore basilare nella tattica di gioco offensivo e si applica, nella maggior parte dei casi, con il compito di creare situazioni di svantaggio agli avversari in una determinata zona di campo.
Questo, per realizzare, con il movimento dei propri giocatori, in un'altra zona, gli spazi per eseguire degli attacchi con i tempi giusti (con un movimento coordinato tra chi passa la palla e chi la riceve) dei passaggi rapidi, precisi e verticali, orientati verso la porta avversaria. Questo non sempre è attuabile durante la gara, in particolari circostanze, infatti, il possesso palla è concretizzato attraverso passaggi diagonali e laterali rallentando volutamente il nostro obiettivo
( ricordiamo essere l’attacco agli spazi, per attaccare la difesa antagonista), il tutto con lo scopo di rallentare il ritmo di gara imposto dalla squadra avversaria.
Ci soffermiamo sulla prima applicazione del possesso, cioè sulla circolazione della palla per la creazione di zone di campo libere, attraverso la quale, portare l'attacco, con giocatori che andranno ad occuparli con dei movimenti senza palla. È essenziale far capire ai nostri giocatori l’importanza di questo principio, un possesso palla propositivo si appoggia sul principio individuale come lo “smarcamento”. Questa tattica individuale sdoppiata nella capacità di dare il movimento di sostegno e appoggio al portatore di palla, fornisce al singolo, unito alle qualità tecniche e atletiche, un patrimonio essenziale allo sviluppo generale della fase offensiva.
Tuttavia, come abbiamo già visto, un buon possesso palla ha bisogno di ottimi interpreti, capaci di elaborare la situazione migliore, abili tecnicamente e, soprattutto, con molta personalità.
Giocatori che come si dice in “gergo” non hanno paura di giocare la palla e che possiedono la facilità di decidere per il passaggio più idoneo e concreto secondo la situazione che il gioco impone in quel momento, l’esempio più evidente è quello di optare per un passaggio di disimpegno, quando si è aggrediti, e viceversa, saper effettuare un passaggio efficace, quando si ha il tempo per vedere e decidere la giocata migliore a creare pericolo alla porta avversaria.
Il tutto, sempre con una dinamicità di movimento reattivo e non statico e prevedibile, nel primo caso, risulta propositivo alla costruzione di una manovra d'attacco, nel secondo, può scoprirsi svantaggioso perché crea la possibilità e il tempo alla squadra avversaria di organizzarsi in fase difensiva e, una volta riconquistata la sfera di rispondere con pericolose ripartenze.
Cosi, come uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano è la comunicazione, e con questa attività l’uomo interagisce con i suoi simili, cosi, la partecipazione e l’attività calcistica con cui i giocatori interagiscono durante la fase di possesso, è sviluppato attraverso un gesto tecnico fondamentale chiamato “passaggio”.
Il passaggio serve fondamentalmente a :
- guadagnare tempo e spazio
- superare uno o più avversari;
- mantenere il possesso di palla
- avvicinarsi velocemente alla porta avversaria
È bene ricordare che il tempo del passaggio è dettato dal movimento senza palla del possibile ricevitore.
Il passaggio può essere:
- indirizzato: quando è eseguito addosso al proprio compagno.
- sulla zona aperta: se è effettuato nello spazio libero, sulla direzione di corsa del compagno.
- in verticale: utilizzato per la giocata in profondità atto a creare spazio per vie centrali.
-per il cambio gioco: spesso usato dopo aver attirato i giocatori avversari in una determinata zona di campo, per poi metterli in difficoltà grazie ad una cambio di gioco nello spazio opposto.
CARATTERIZZAZIONE DELLE FASI DI POSSESSO PALLA
Per molti di questi punti ho considerato di grande interesse, riprodurre, degli estratti della tesi di fine corso per allenatore Master del signor Silvano Fontolan, il quale secondo il mio punto di vista, è riuscito a sviluppare una appropriata definizione del concetto.
Mi sembra importante a questo punto definire in termini concettuali le fasi di possesso palla:
A) Possesso diretto - in riferimento al possesso individuale (se stessi)
1) controllo e difesa
2) passaggio
3) dribbling
4) tiro in porta
B) Possesso indiretto - in riferimento al possesso palla di un compagno
1) smarcamento
2) contromovimento
3) sostegno offensivo
4) velo
A) Possesso diretto
– Il controllo e la difesa della palla
“Per quanto concerne questo elemento di tecnica applicata, assume un’importanza determinante il gesto tecnico dello stop. E’ implicito quindi che il calciatore debba disporre di un’appropriata preparazione tecnica e coordinativa specifica, e sarà quindi opportuno addestrarlo ad una corretta esecuzione di tutti i vari tipi di stop, tenendo conto della necessaria progressività metodologica.
(…)
Fattori fondamentali
- Il calciatore deve essere in possesso di una buona capacità di valutazione spazio –temporale, cioè quella capacità che gli consenta di effettuare un’appropriata valutazione della distanza, della traiettoria e della velocità con cui arriva la palla.
- Il calciatore non dovrà aspettare la palla, ma dovrà portarsi il più rapidamente possibile sul punto di arrivo di questa, per non rischiare l’anticipo e per predisporre il proprio corpo già in equilibrio per effettuare lo stop.
- Sarà comunque fondamentale per il calciatore a conclusione del movimento di smarcamento, per venire in appoggio al compagno, “non dare le spalle al campo” ma orientare il proprio corpo in modo da avere a disposizione un campo visivo il più ampio possibile,
- In presenza di un avversario, al momento della ricezione, sarà fondamentale mantenere la copertura della palla, frapponendo il proprio corpo tra questa e l’avversario stesso controllandola con l’arto opposto rispetto alla sua posizione.
- Il calciatore dovrà effettuare lo stop il più rapidamente possibile, oltre che in base alla traiettoria e alla velocità con cui arriva la palla, alla situazione contingente e conseguentemente all’obbiettivo che egli stesso vuole raggiungere, posizionandosi nella direzione verso la quale intende proseguire.
In talune situazioni, soprattutto in fase di impostazione, sia davanti alla zona pericolosa che a centro campo, nella tipica giocata a due tocchi, sempre in sicurezza, sarà opportuno controllare la palla con un piede per poi calciarla con l’altro, avendo l’accortezza di orientare la punta del piede partente (quello che ha anche effettuato lo stop) già verso l’obbiettivo, in modo così da guadagnare tempo.
Nella circolazione della palla da una parte all’altra del campo, con questa proveniente da sinistra,
e dovendola indirizzare sulla propria destra, sarà opportuno che il calciatore la controlli con l’interno piede destro per poi calciarla col sinistro, e viceversa, con palla in arrivo da destra, stop con l’interno piede sinistro e passaggio di destro.
Anche durante una corsa di smarcamento in profondità, sarà opportuno, al momento del controllo di palla, avere il corpo rivolto nella direzione verso cui si intende proseguire o concludere l’azione.
Nel caso dello stop a seguire, sarebbe opportuno abbinare al gesto una finta, una sorta di contromovimento, per potersi meglio sottrarre da un’eventuale marcatura dell’avversario.
Così come lo stop di interno piede su traiettoria rasoterra, oltre a permettere al calciatore di giocare in sicurezza (stop e do), soprattutto nei pressi della zona pericolosa, gli consentirà, se attaccato alle spalle da un avversario, di sottrarsi alla sua marcatura: stop, finta, portando via la palla con l’interno dell’altro piede in direzione opposta.
Con il rallentamento della velocità della palla, effettuato generalmente con l’interno piede, l’attaccante, andando incontro a questa, oltre a mantenerne la copertura, potrà proseguire nella direzione stessa della palla.”
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